Il mio colpo di fulmine per una saldatrice

Il settore della saldatura è un “mondo” in cui la tecnologia è in continua evoluzione. Lo so: ho detto un’ovvietà. Tutto è in continua evoluzione, mi direte.

Mio padre acquistò una saldatrice ad elettrodo, nuova fiammante, rossa. Costosa: “Se compri una cosa, comprarla “buona”, che duri: se non hai i soldi, aspetta!”. E’ diventata la mia filosofia negli acquisti.

L’ho provata che avevo 12 o 13 anni. Mio zio, fratello di mio padre, esperto di saldatura ad elettrodo, mi insegnava, mentre realizzava i lavoretti di casa: cancelli, inferriate, ringhiere.

Era bella, e come il Commodore 64, ti ricordi? Forse il più famoso dei primi PC da collegare alla TV, era all’avanguardia, ovvero: uno degli ultimi modelli.

Tornando alla saldatrice… c’era pure da portarla in giro: hai presente quando parti con tua moglie per 15 giorni alle Mauritius? La sua valigia? Ingombrante e pesante. Non era il caso di prendere direttamente l’armadio della camera da letto? Per la verità, alle Mauritius non ci sono mai andato: mi bastano le sue valige quando vado una settimana al mare o in Alto Adige.

Ok, le valige sono dotate di rotelle. Anche la saldatrice di mio padre lo era. Funzionali, con un bel pavimento dritto e duro. Ma quando devi sollevare la valigia o la saldatrice per caricarla in macchina? Le rotelle non servono a nulla.

Per la cronaca, mio padre prestò la saldatrice a qualcuno. Mio padre venne a mancare e io non seppi mai chi fosse quel qualcuno. Sicuramente non era una persona affidabile né leale: quella saldatrice non ci fu più restituita.

Seppur infastidito da questo, mi consolo con un detto comune: non tutto il male vien per nuocere. Nel 2001 ho acquistato una bellissima saldatrice professionale con inverter, dal valore commerciale di, udite, udite, 1.000.000! Di vecchie lire, però.

Spettacolo! Salda con il tre e mezzo e va da paura (chiedo scusa ai fabbri a cui non ho fatto fare i miei lavoretti di casa). Sta in una valigetta grande come la mia ventiquattrore porta documenti di pelle. Pesa qualche chilo, cioè niente. La porti dovunque: basta ci sia una prolunga per collegarla a una presa di corrente.

E’ superata. Ne ho viste di più piccole, meno costose e più prestanti.

Tutto questo preambolo per dire cosa? La solita ovvietà. Tutto evolve, sempre più in fretta, esponenzialmente. E sempre più in fretta si deve produrre. E meglio. Altrimenti si è fuori dai giochi.

Anche gli attrezzi e gli accessori di contorno, gli attrezzi che sembrano i più facili e banali, come le maschere di saldatura per esempio, devono adattarsi a questa evoluzione: si devono evolvere per contribuire alla maggiore qualità e competitività richiesta!