Dime di saldatura riattrezzabili: PRO e CONTRO. Quando usarle?

Cosa sono le dime di saldatura riattrezzabili? In generale, una dima di saldatura è un attrezzatura utilizzata per mantenere gli elementi del composto in posizione durante la saldatura. Un composto, una dima.

Ma se hai più composti simili fra loro? E se hai più composti diversi fra loro?

Il caso più semplice si ha quando l’unica variante è una dimensione o la dislocazione degli elementi lungo una direzione. Ma c’è altro.
Come progettarle?


Similitudine dei composti saldati

Gli schemi di esempio qui sotto, rappresentano i casi più semplici di similitudine, spero siano chiari.

Qui sopra, nel caso (A), il corpo base (blu) è sempre lo stesso, mentre gli altri elementi del composto possono variare in forma o dimensioni. Ciò richiede una dima di saldatura con riferimenti fissi per il corpo e accessori di serraggio degli elementi secondari amovibili e sostituibili.

Anche nel caso (B) il corpo non varia da un composto all’altro, Ciò che varia è la dislocazione degli elementi. Qui è richiesto di poter spostare i sistemi di serraggio in una nuova posizione.

Quando parlo di accessori/sistemi di serraggio mi riferisco al singolo morsetto manuale, nel caso più semplice. Nel caso più complesso, ci possono essere altri elementi (per esempio, bracci meccanici, pinze autocentranti, ecc.). Oltre al fatto che il morsetto potrebbe essere pneumatico.

Nel caso (C) invece, abbiamo che a parità di elementi è il corpo principale che cambia. Qui si ha solo una variazione di una dimensione (lunghezza). Oltre alla previsione di dover spostare i serraggi per gli elementi del composto, è necessario prevederlo anche per alcuni dei serraggi del corpo principale.

Questa situazione (D) è il mix delle altre tre. In questo caso, una riattrezzabile risulta in po’ più complicata dal fatto che tutti gli elementi del composto sono variabili.


Assiemi completamente diversi

Nell’ultimo esempio (E) il corpo principale cambia, così come tutti gli elementi. In questi casi, ha senso pensare a dime di saldatura riattrezzabili?


Probabilmente ha senso pensare a due maschere distinte, ma:

“…bisogna avvezzarsi abboccati e a saper mangiare di tutto, perché non si sa mai quel che ci può capitare. I casi son tanti!…”.

Carlo Collodi, “Le avventure di Pinocchio”

In certi casi può comunque essere opportuno, quando usarle allora?


Come si complica la progettazione delle dime di saldatura riattrezzabili?

Quando si deve progettare una maschera di saldatura riattrezzabile, è necessario stare attenti a questa cosa: verificare che il disegno della dima, per ogni composto aggiunto, mantenga la compatibilità con i composti precedenti.

Per esempio, abbiamo tre composti da far coesistere. Scegliamo il più complesso e progettiamo la dima su questo. Prendiamo il secondo composto e inseriamolo. Apportiamo le modifiche necessarie, verificando di non aver creato delle incompatibilità rispetto al primo. Inseriamo il terzo, verificando le compatibilità con i primi due. Così via.

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Finché i composti da far coesistere sulla medesima dima sono pochi, il problema non si pone. La complicazione aumenta quando il numero cresce. Nel caso limite, la matematica ci dice che le verifiche da fare sono:

Tradotta visivamente nel grafico qui sotto: la curva verde rappresenta il numero di verifiche da eseguire rispetto al numero di assiemi da far coesistere.

Se gli assiemi della famiglia sono talmente eterogenei da richiedere una valanga di verifiche in fase di progettazione, considera di suddividere la famiglia in sotto-famiglie più simili.


Quando usarle, allora?

Ho provato a fare una lista con i pro e i contro all’uso di dime di saldatura riattrezzabili. Ma mi è venuta un po’ troppo ingarbugliata. Allora, preferisco elencare delle considerazioni da tenere presenti nella valutazione.

  • Ovviamente, quando gli assiemi sono particolarmente simili per cui il costo di n maschere è inferiore al costo di una dima riattrezzabile;
  • Se per qualunque ragioni il tempo di riattrezzaggio è inferiore al tempo di sostituzione della maschera, per esempio:
    • le variazioni sono minime fra un attrezzaggio e l’altro;
    • la maschera è molto pesante, per cui conviene spostare solo alcuni elementi;
  • Quando lo spazio richiesto per lo stoccaggio a magazzino di n maschere è molto superiore allo spazio richiesto per lo stoccaggio della dima di base e degli accessori;
  • Usale se il lotto di produzione è sufficientemente numeroso da giustificare un tempo di riattrezzaggio più lungo del tempo di sostituzione maschera;
  • Il riattrezzaggio non è particolarmente complesso, ma non usarle se non hai personale in grado di imparare a eseguirlo correttamente;
  • Se dedichi un’isola di saldatura alla famiglia di prodotti per cui è stata progettata la dima o se i prodotti della famiglia vengono eseguiti in sequenza prima di installare una diversa attrezzatura;
  • Laddove il corpo centrale della maschera è il pezzo più costoso, probabilmente il riattrezzaggio determina un risparmio complessivo;
  • Per dime a serraggio pneumatico, il riattrezzaggio deve prevedere anche l’attacco dei tubi per l’aria e per i sensori.

Stai decidendo?

Se stai decidendo come organizzare la produzione dei tuoi composti e pensi che l’impiego di dime di saldatura riattrezzabili possa essere un’opzione, prova a contattarci per avere un consiglio.

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